Un piccolo passo per un uomo… punto.

berlucchi

Ci sono giorni che tracciano una linea. C’era un prima di quel giorno, c’è un dopo quel giorno.
Ultimamente di linee ne ho tracciate più d’una, alcune così profonde da ribaltare completamente priorità, progetti, punti di vista, come la nascita di un figlio, altre più sottili, ma che comunque sono lì, nette, mi guardano e mi dicono “e adesso?”.

24 maggio 2016, Franciacorta. Cielo azzurro, sole caldo e aria frizzante, in primo piano i vigneti, bassi e fitti, e sullo sfondo le montagne che sovrastano il lago d’Iseo, che non vediamo, ma di cui scorgiamo Montisola. Probabilmente i francesi sotto Carlo Magno che decisero di fermarsi qui per un poco si erano sentiti un po’ a casa…

Assieme alla delegazione AIS di Torino, veniamo accolti alle cantine Berlucchi con una visita in vigna dove un agronomo ci parla con entusiasmo di coltivazione biologica, di terroir, e di insetti sessualmente confusi.

Dal sole dei campi passiamo alle magnifiche cantine, buie e gotiche, che quasi ci si aspetta di sentire Fortunato implorare pietà a Montrésor, e da lì, al magnifico patio di Palazzo Lana dove si dà il via alle danze con Berlucchi ‘61 saten, grana padano (che qui siamo a nord del Po, vè!) e un buon salame. Le bollicine finalmente solleticano gole che troppo hanno atteso dal caffè in autogril.
L’acqua rimane da sola in un angolo.

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Ci spostiamo al Relais Franciacorta, mischiamo le carte, e siamo al tavolo con Harry Potter ed Hermione Granger per un pranzo senza sussulti dove il menù era evidentemente funzionale alle bollicine (Berlucchi ‘61, Nature 2009 e Cuvèe Imperiale Max Rosè), anche se con il dolce il Demi Sec sarebbe stato probabilmente meglio, e dove la cosa che ricorderemo con più piacere è senza dubbio la compagnia di amici vecchi e nuovi.

E al termine di una giornata intensa quella linea l’abbiamo infine tracciata! Tra cori da stadio dei più giovani e applausi composti dei più anziani, uno per uno abbiamo ricevuto il meritato diploma, la spilla, e quel tastevin che nessuno ormai sa più come si usa.

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Grazie all’AIS, grazie ai maestri, grazie ai nuovi amici e compagni di bevute, e grazie a quell’uomo che cinquemila anni fa decise di spremere un grappolo d’uva per vedere cosa sarebbe successo.


Un piccolo passo per un uomo… punto.

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Article by denis

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