Mirum: Somebody to love

mirum

Le Marche stanno diventando una delle mie regioni preferite per quanto riguarda i vini.
Dal Verdicchio, al Montepulciano, a produzioni decisamente meno conosciute come la Vernaccia di Serrapetrona (di cui parlerò, promesso), è una regione piena di piacevoli sorprese!
Quella di oggi si chiama Mirum, della cantina Monacesca.
Si tratta di un verdicchio di Matelica (a metà strada tra Perugia e Ancona) emozionante, sublime.

L’occasione è un pranzo domenicale al Cicin Barlichin di Casale Monferrato, che merita una visita per la qualità notevole delle bottiglie sugli scaffali, oltre che per la cucina.
Il pranzo è leggero, quasi un brunch, ma la bottiglia è una di quelle per le grandi occasioni!

Nel bicchiere è giallo dorato brillante, luminoso, davvero splendido, con riflessi che virano verso l’aranciato. La surmaturazione delle uve è evidente già da qui, e già ci si immagina il calore che verrà!

Il naso è complesso e fine. C’è tutto, il miele, la mandorla, gli agrumi, l’albicocca, gli odori dell’orto e la frutta dell’estate, in continua evoluzione. Balsamico.

In un incastro perfetto il sottofondo nel locale intanto passa dai Creedence Clearwaters Revival agli Eagles. Hotel California ha lo stesso calore.

La bocca conferma tutto: è caldo, morbido, fresco e sapido. Forse gli manca un pizzico di freschezza per bilanciare tutta la polpa che si porta appresso. Lunghissimo.

Quando sono ormai arrivato alla fine del cibo e metà bottiglia se n’è andata, per radio passano i Queen, Somebody to love.
Mi alzo felice come un bambino al primo giorno di vacanza.

Bazinga!

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Article by denis

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