Silvano Samaroli: un occhio al passato e due al futuro del whisky.

whiskyeretico

Whisky Eretico (edizioni Giunti) è come il whisky stesso: richiede apertura mentale, pazienza, curiosità e un pizzico di studio, ma il premio è lo stesso che si ottiene da un grande bicchiere: si cresce in cultura, pazienza, curiosità.

Un avviso ai naviganti però è necessario. Il portafoglio ne risentirà, perché la voglia di entrare con un balzo a piedi uniti in questo affascinante mondo per chi non vi appartiene già, o quella di approfondire la conoscenza per chi già si trastulla tra blend e single cask saranno irresistibili!

Il libro è diviso in 3 parti.

La prima parte è quella che richiede apertura mentale e pazienza. Come il primo sorso di whisky nella bocca di un profano stordisce un poco e viene da chiedersi cosa si stia facendo e dove si stia andando. Non era un libro sul whisky?

Quando meno te lo aspetti, con una bellissima introduzione tratta da una vecchia pubblicità (sarebbe bello sapere quale!) inizia la seconda parte, nella quale viene descritto in modo abbastanza completo il processo di creazione del whisky, dalla maltazione dell’orzo all’invecchiamento.

La terza parte è quella che davvero fa crescere, prima raccontando di aneddoti e sogni ancora da realizzare (si può ancora avere un sogno da realizzare e la forza di farlo quando si ha l’età dei bisnonni? Sì, per Bacco!) miscelando arte, musica e sesso, e poi con una breve introduzione alla degustazione.

Arrivati a questo punto del libro, se incontrerete un tizio in qualche locale buio intento ad annusare un bicchiere tappandosi prima una narice e poi l’altra, non vi stupirete più.

Concludo con il pensiero del maestro a proposito dei difetti, in un mondo che cerca la perfezione ad ogni costo e che fugge da ciò che non riconosce: “La grande qualità non è mai statica e non è mai necessariamente perfetta. […] L’imperfezione dona dimensione, carattere. […] Nessuno più sente la necessità di creare, nessuno più vuole rischiare perché ci troviamo in una società che non sa vivere, non sa amare e non sa morire.”

La cosa che più resta dopo aver letto questo libro, al di là delle nozioni e dei racconti, è che Silvano Samaroli ha la curiosità e lo sguardo proiettato al futuro di un bambino al primo giorno di scuola.

Standing ovation!

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Article by denis

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