Grignolino sotto le stelle 2017

grignolino

Arriviamo a Rosignano Monferrato sul fare del tramonto, e varrebbe la pena fermare la macchina ed aspettare che il sole scompaia dietro le colline prima di proseguire.

Non ci fermiamo ma procediamo diretti verso piazza S. Antonio, una graziosa piazzetta con la torre dell’orologio sotto la quale è montato un palchetto per un quartetto jazz che ci delizierà a intervalli ben studiati durante tutta la cena. Gradisce molto anche il pargolo che sta buono solo in due posizioni: vicino al palco oppure con la bocca piena.
L’apparecchiatura è di tutto rispetto. I piatti sono di ceramica, i bicchieri in cristallo, le posate d’acciaio e tovaglia e tovaglioli di stoffa. Cosa ormai assai rara alle cene e sagre che affollano il calendario estivo.

Dopo i saluti e ringraziamenti dell’amministrazione comunale si parte!

Il catering è della “Locanda del commercio” di Gabiano Monferrato e le portate sono tutte buone dalla prima all’ultima (il dolce purtroppo me lo sono potuto solo far raccontare da amici fidatissimi).

Battuta di carne cruda con scaglie di parmigiano e tartufo, in abbinamento a Grignolino del Monferrato casalese dell’Azienda Agricola Gaviati F.lli (Stevani), 2016, 12% vol. Rosso porpora che vira già verso il rubino, naso pulito abbastanza intenso di fragola e con una leggera nota che ricorda la pesca. In bocca stupisce per equilibrio. Il tannino e la freschezza tipici sono ben presenti ma il tutto è ben bilanciato dalle morbidezze del frutto polposo. Vino piacevolissimo, pronto, da bere a grandi sorsi anche fresco, anche in estate! Bravi!

Flan di verdure ai profumi monferrini, in abbinamento a Grignolino del Monferrato casalese dell’Azienda Agricola Roveto (Rosignano Monferrato), 2016, 13% vol. Appena avvicino il bicchiere al naso sorrido. Questo grignolino profuma di ghiacciolo all’amarena, quello per cui andavo matto quando ero bambino. È più tipico del precedente, con la sua nota erbacea piuttosto decisa. Anche in bocca il tannino sovrasta un po’ la croccantezza del frutto. Classico.

Sfogliata speck e Castelmagno, in abbinamento a Grignolino del Monferrato casalese “Costalora” dell’Azienda vinicola Colma (Rosignano Monferrato), 2016, 12.5% vol. Naso non troppo intenso nel quale la nota più erbacea spicca in modo deciso e lascia in ombra il frutto. In bocca mostra di essere ancora un po’ verde: anche qui il frutto sta sullo sfondo e ad emergere è la nota più amarognola. Da aspettare.

Agnolotti del plin al sugo d’arrosto, in abbinamento a Grignolino del Monferrato casalese dell’Azienda Agricola Campagnola (Rosignano Monferrato), 2016, 13.5% vol. Naso piacevolissimo e finalmente complesso. Confettura di amarene, spezie dolci, la nota verde delle grignole è presente ma tenuta a bada. In bocca è corposo, succoso e speziato. L’equilibrio tra la succosità e il tannino deciso ma maturo lo rendono, a mio parere, il migliore assaggiato. Complimenti!

Brasato al grignolino con verdure trifolate, in abbinamento a Grignolino del Monferrato casalese “Uccelletta”, Vicara (Rosignano Monferrato), 2013, 14.5% vol. L’unico vino della serata che fa legno (2 anni). Il naso è il più evoluto, i frutti rossi (more, amarena) sono sotto spirito, la spezia è il chiodo di garofano, c’è anche una leggera nota fumé. In bocca l’evoluzione è evidente: c’è maggior struttura ed è un vino senza dubbio più caldo e corposo. Risulta però un po’ sotto tono la freschezza, il che ne penalizza la bevibilità. Resta una interpretazione interessante e coraggiosa di un vitigno che normalmente è destinato all’acciaio e ad essere pronto subito.

Bonet, in abbinamento a Grignolino del Monferrato casalese, Cantina del Monferrato (Rosignano Monferrato), 2016, 12.5% vol. Tempus fugit. Jazz e brasato hanno steso il pargolo ed è ora di correre. Il bonet non riesco ad assaggiarlo, ma un bicchiere di quest’ultimo grignolino non lo posso perdere! È forse il più leggero di tutti per quanto riguarda il corpo anche se allo stesso tempo al naso mostra note mature, il che lo rende comunque interessante.

 

Quel che rimane

Le colline del Monferrato Casalese sono un luogo magico, nel quale boschi e vigneti convivono. Non per nulla sono diventati patrimonio mondiale Unesco!

Quasi tutte le interpretazioni di grignolino degustate hanno mostrato una morbidezza inattesa, in almeno un paio di casi anche una struttura importante. Forse il grignolino è un vitigno che ha ancora carte importanti da giocare e sta cercando la sua strada in un mercato sempre più esigente e globale. La 2017 si preannuncia per il grignolino una vendemmia eccellente! Ci sarò anch’io a raccontarne un pezzo.

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Article by denis

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